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Capolupo: “Possibili ‘mele marce’ nella Gdf, ma non faremo sconti a nessuno”

Il comandante generale delle Fiamme gialle: “È un’istituzione sana, no alle generalizzazioni”. E aggiunge: “Sono orgoglioso di quanto fanno i miei finanzieri su tutto il territorio nazionale”. Quanto ai militari finiti sotto inchiesta: “Bisogna accertare i fatti in sede penale, poi saranno fatte le valutazioni sul piano disciplinare. Bardi si difende: “Totale estraneità alle accuse”

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La Guardia di finanzaè un’istituzione sana, che con i suoi 60.000 uomini e donne continua a svolgere il proprio dovere con fermezza e determinazione al servizio del Paese“. Lo assicura il Comandante Generale, generale di Corpo d’Armata Saverio Capolupo e, riferendosi alle inchieste in corso che hanno coinvolto diversi esponenti anche di vertice dell’istituzione, sottolinea all’Adnkronos: “Non faremo sconti a nessuno. In un’istituzione così complessa e numerosa, che svolge un lavoro così delicato, può accadere che qualche ‘mela marcia’ venga fuori. “Occorre in tal caso – prosegue Capolupo – avere la capacità di individuare e perseguire la responsabilità dei singoli senza scadere in generalizzazioni che non rendono un buon servizio all’accertamento della verità. In tale contesto – aggiunge il comandante generale delle Fiamme gialle – non posso che condividere le riflessioni espresse dal Cocer proprio a tutela dell’intera istituzione“.

Ai cittadini Capolupo garantisce “che la Guardia di Finanza continuerà a perseguire con rigore e con la massima determinazione i valori della legalità, compiendo con serenità il proprio dovere. Per questo esprimo la mia gratitudine a tutti gli uomini ed alle donne in servizio che in indagini complesse condotte in circostanze non facili sanno adempiere senza esitazione al proprio dovere“.

Le indagini – precisa il Comandante Generale della Guardia di Finanza – le stiamo svolgendo noi e questa è la dimostrazione più evidente del fatto che l’Istituzione è sana e ha i giusti anticorpi per combattere efficacemente contro chi non rispetta le regole, anche quando talvolta accade al suo interno. I nostri uomini e donne devono continuare a fare il proprio dovere ed a lavorare con serenità“. “In questi giorni – ricorda Capolupo – ho ricevuto attestazioni di stima e fiducia dalle autorità di governo, da quella Anticorruzione e dalle Procure della Repubblica con le quali stiamo svolgendo le indagini. Non ci siamo mai fermati, lavoriamo e continuiamo a lavorare con serenità e impegno, nella consapevolezza di quanto la nostra attività sia necessaria al Paese, a tutela delle persone oneste e dell’intero sistema economico-finanziario“.

Quanto ai militari delle Fiamme gialle finiti sotto inchiesta, “occorre accertare compiutamente i fatti in sede penale e poi potranno essere eseguite le conseguenti valutazioni sul piano disciplinare ed amministrativo. Del resto l’indagine la stiamo facendo noi e non facciamo sconti a nessuno“.

Capolupo si dice “estremamente orgoglioso di quanto fanno i miei finanzieri, su tutto il territorio nazionale, operando in contesti complessi e raggiungendo risultati straordinari, come accaduto nell’indagine di Milano e in quella di Venezia“. “Solo in quest’ultimo caso – rileva il comandante generale della Guardia di Finanza – sono state indagate 100 persone, di cui 35 tratte in arresto, con la scoperta di un sistema trasversale dedito al malaffare“.

Nel frattempo, il generale Vito Bardi, comandante in seconda delle Fiamme Gialle, ha commentato le indagini in cui è coinvolto. “A seguito della vicenda giudiziaria che mi vede raggiunto da ipotesi di reato a cui gli organi di informazione hanno dato vistosa e comprensibile evidenza, avverto il dovere verso l’opinione pubblica, l’Istituzione di cui faccio parte e per la mia famiglia di proclamare la mia totale estraneità alle ipotesi che sono state formulate“, ha affermato Bardi. “Nei miei 47 anni di servizio – spiega il comandante vicario della GdF – che rappresentano un’intera vita trascorsa a presidio della legalità, non sono mai venuto meno ai più saldi principi di lealtà, trasparenza e rettitudine. Sono consapevole che le superiori esigenze della Giustizia richiedono rispetto assoluto ed a questo principio mi attengo fermamente con una ‘sofferta serenità’ in attesa che l’accertamento della verità abbia il proprio corso, con fiducia nell’attività degli inquirenti“.

Bardi assicura poi che “in questo spirito rinnovo la mia totale disponibilità ad offrire ogni elemento utile al riconoscimento della verità, anche a mezzo dei miei legali. Auspico la più celere definizione della mia posizione, sicuro che al termine del mio mandato lascerò il Corpo con l’onore che la mia storia integerrima di servitore dello Stato mi impone di salvaguardare“.

(Adnkronos)