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“Synecdoche, New York”, arriva in Italia il film inedito con Philip Seymour Hoffman

Synecdoche, New York è l’esordio alla regia del premio Oscar Charlie Kaufman, e arriva in Italia a sei anni di distanza grazie a Bim distribuzione

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Esistono quei film in grado di suscitare emozioni studiati a tavolino, film romantici e melensi talmente con quel sapore di “già visto” che pare osservare sempre la medesima messa in scena; poi c’è Charlie Kaufman. Il più brillante ed eccentrico sceneggiatore vivente, è l’autore di preziosi e intimi capolavori come “Being John Malkovich” o “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (che gli valse l’Oscar insieme all’amico e collaboratore Michel Gondry).

Molto attento ai meccanismi d’introspezione per i suoi personaggi, anche stavolta Kaufman riesce a tirar fuori il meglio dagli attori che dirige, su tutti un meraviglioso Philip Seymour Hoffman (artefice qui di una delle sue interpretazioni più sincere e strazianti), che interpreta il depresso e ipocondriaco Caden, sceneggiatore teatrale, il quale, ricevuto un remunerativo premio in denaro, decide di mettere in scena il dramma della sua vita (nell’ottica di una metafora della vita di ogni persona).

Come spesso accade per i lavori di Kaufman, che qui esordisce anche dietro la macchina da presa, questi sono molto “cervellotici” ed intellettuali; le emozioni non sono studiate, ma vogliono essere più che mai spontanee Il tempo (e il suo inesorabile scorrere), altro tema caro all’autore, è qui rappresentato in maniera molto lineare, senza stacchi di alcun tipo assistiamo alla vita del protagonista rendendoci conto che nell’arco della durata della storia sono passati più di vent’anni solamente attraverso l’utilizzo puntiglioso del make-up.

I ricordi sono l’essenza della vita stessa e non dobbiamo mai dimenticarlo, altrimenti vivere non avrebbe più nemmeno quel briciolo di senso che ogni persona non coinvolta dalla fede religiosa decide di attribuirle. Se infatti tutti noi sappiamo di essere irrimediabilmente destinati alla morte, che senso ha tutto? Qual è la strada giusta da imboccare per raggiungere una felicità blanda e passeggera? Nessuno lo sa. E tutti continuiamo a vivere facendo finta di niente, ignorando la domanda più importante o “agognando segretamente il desiderio che non moriremo mai”. La malattia che affligge il protagonista, e che nessun medico riesce a decifrare, è il male stesso di vivere: la scoperta arriva per caso, durante un normale controllo dal dentista (anche prima in un incidente domestico, ennesimo rimando a Pirandello). Così Caden cerca e ricerca gli attori giusti che dovrebbero interpretare lui e le sue varie versioni, con un continuo susseguirsi di doppi; alla fine la finzione sovrasterà la realtà e qui finalmente si avrà la piena analogia con la vita reale.

Insomma, a dispetto dei precedenti lavori di Kaufman questo è senza dubbio il più ambizioso, ma proprio per la sua maestosità e una sceneggiatura parecchio articolata, costruita su vari livelli (non vedetelo se non siete ben preparati psicologicamente) sembra che il regista newyorkese si sia perso a sua volta tra le migliaia di comparse dell’esperimento, lasciando lo spettatore con un senso di incompiutezza sul piano intellettuale; struggendolo al contrario su quello emotivo.

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Il trailer italiano ufficiale: