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Nicolas Sarkozy liberato senza restrizioni, ma incriminato: a rischio suo futuro politico. Stasera in tv su TF1

La sua linea di difesa potrebbe ruotare attorno agli abusi della magistratura, che ha intercettato le conversazioni con il proprio avvocato, ma anche sull’ipotesi di un complotto dei magistrati, ispirati dall’attuale inquilino dell’Eliseo. Voleranno gli stracci a Parigi…

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Parigi – L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, incriminato stamane per corruzione attiva, traffico di influenze e violazione del segreto istruttorio, parlerà stasera in tv. L’intervista sarà diffusa simultaneamente nel telegiornale di massimo ascolto di TF1 e su Europe 1.

Il titolare dell’Eliseo tra il 2007 e il 2012 potrebbe vedere compromesso il suo futuro politico dai nuovi guai giudiziari. Finora Sarkozy, primo ex capo di Stato francese obbligato a dare testimonianza in stato di fermo, non ha fatto dichiarazioni, né all’entrata né all’uscita della sede della polizia giudiziaria, né tantomeno stamane. Stasera dirà la sua versione sui reati contestatigli dalla magistratura. 

L’entourage di Sarkozy si è già pronunciato contro la validità legale delle intercettazioni telefoniche che lo hanno inchiodato, intercettazioni che violerebbero il diritto alla privacy tra un avvocato e il suo cliente. Da queste intercettazioni, gli inquirenti deducono che Sarkozy e il suo avvocato ricevessero da parte di un alto magistrato della Cassazione indicazioni sulle indagini in corso che lo riguardavano.

Finora si dava per scontato che Sarkozy preparasse il suo rientro in politica, con un primo appuntamento-chiave il prossimo 29 novembre alle elezioni per eleggere il presidente dell’Ump, il partito che nel 2007 lo portò all’Eliseo, ma con l’occhio puntato alle presidenziali del 2017. Fino a ieri, alcuni analisti – come il responsabile politico dell’emittente Bmf, Thierry Arnaud – sostenevano che Sarkozy avrebbero preso decisione sul suo futuro dopo aver riflettuto quest’estate.

Altri, come ha scritto martedì il quotidiano Le Parisien e oggi Le Monde sentendo collaboratori dell’ex presidente, hanno sostenuto invece che la sua delicata situazione giudiziaria potrebbe addirittura rafforzare ulteriormente la sua determinazione a tornare al timone della Francia, permettendogli di presentarsi dinanzi alla cittadinanza come vittima di un complotto ordito dai giudici, con il placet del governo socialista del presidente Hollande.

È certo però che in qualche modo voleranno gli stracci a Parigi, attorno all’utilizzo di intercettazioni tra avvocati e clienti, con buona pace dei diritti costituzionali e dello Stato di diritto

Nicolas Sarkozy è stato incriminato per corruzione, traffico di influenze e violazione del segreto istruttorio. Lo ha comunicato la procura nazionale per i reati finanziari, che dopo 18 ore di interrogatorio, 15 davanti alla polizia e 3 davanti a un giudice istruttore, ha chiesto e ottenuto il provvedimento di fermo dell’ex presidente francese. È la prima volta nella storia repubblicana francese. È stato rilasciato in piena notte, senza alcuna restrizione per la libertà personale.

Secondo il codice penale francese, il traffico di influenze è punito con il carcere fino a 10 anni e 150.000 euro di multa. La condanna comporterebbe anche la sospensione di alcuni diritti civili.

Oltre a Sarkozy, sono accusati anche il suo avvocato Thierry Herzog e un alto magistrato della Cassazione, Gilbert Azibert. Stamane, Sarkozy ha lasciato il suo appartamento e si è recato in ufficio prima di incontrarsi con il suo avvocato, Thierry Herzog, anche lui incriminato nella stessa indagine. 

Per Nicolas Sarkozy deve valere la “presunzione d’innocenza” come per chiunque altro, ha ribadito il presidente francese, François Hollande, nel corso di una riunione di gabinetto. Secondo quanto riferito dal portavoce del governo, Stephane Le Foll, il capo dell’Eliseo ha insistito sulla “presunzione d’innocenza” e “l’indipendenza della giustizia” rispetto al caso giudiziario che vede coinvolto l’ex inquilino dell’Eliseo. Forse anche perché Hollande si rende conto che sarebbe un boomerang sulla sua presidenza, se si diffondesse la convinzione di un complotto volto a bloccare il ritorno in campo di Sarkozy.

Infatti le accuse contro l’ex capo di Stato ieri sono state al centro delle proteste di diversi suoi sostenitori dell’Ump, che hanno parlato senza mezzi termini di “complotto”, parlando di giustizia a orologeria per impedire il ritorno di Sarkozy sulla scena politica.

Di contro, anche il Primo Ministro, Manuel Valls, ha dovuto dare un colpo al cerchio e uno alla botte. “I fatti sono gravi, la situazione e le accuse sono serie“, ha detto Valls, che però ha anche ammonito: “la cosa più importante è che la giustizia possa lavorare in tutta indipendenza e in serenità, e che vi sia il rispetto della presunzione di innocenza“, ha sottolineato il premier francese ai microfoni di Bfm Tv.

(Fonte: AGI)