Salvati altri 834 migranti, ma l’Italia è accusata di favorire il transito in altri Stati dell’UE

La Commissione Europea smentisce l’apertura di una procedura di infrazione, ma dal portavoce della Commissaria agli Affari Interni, Cecilia Malmström, arriva la conferma della segnalazione pervenuta da altri Stati membri dell’UE circa irregolarità e lacune nel processo di identificazione dei migranti richiedenti asilo

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Bruxelles – Proseguono senza sosta nel Canale di Sicilia le operazioni di soccorso e salvataggio di migranti provenienti dal Nord Africa. Da ieri la nave “San Giorgio” della Marina militare, impegnata nell’operazione Mare Nostrum, ha accolto a bordo 834 persone, tra le quali 30 minori, con due neonati. I migranti saranno sbarcati nel porto di Reggio Calabria

Tuttavia, sembra circolare in ambienti di Bruxelles il sospetto sollevato da alcuni governi di Stati membri dell’Ue che l’Italia consenta un transito troppo facile dei rifugiati, approdati nel Penisola da aree calde del Mediterraneo, in modo che possano registrarsi e chiedere asilo più tardi in altri Stati membri. Lo avrebbero affermano fonti della Commissione Europea, sotto il vincolo dell’anonimato, secondo cui la commissaria UE agli Affari interni, all’Immigrazione e all’Asilo, la svedese Cecilia Malmström, avrebbe ricevuto segnalazioni in questo senso da parte di alcune legazioni di Stati membri

La Commissione Europea ha tuttavia smentito la notizia, che è stata pubblicata da uno dei più importanti quotidiani svedesi – Dagens Nyher – e rilanciata dall’agenzia France Presse, secondo cui Malmström starebbe preparando una procedura d’infrazione contro l’Italia per mancata applicazione dell’obbligo di registrare i richiedenti asilo al loro arrivo, prendendo le loro impronte digitali (è questa l’accusa dei Paesi che si sono lamentati con Bruxelles). 

Contrariamente a quanto si legge in alcuni media – ha dichiarato oggi il portavoce della Malmström, Michele Cerconela Commissione non sta pensando a una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia in merito alla presunta mancanza di registrazione delle impronte digitali dei richiedenti asilo. La Commissione, com’è suo compito, sta analizzando la questione dato che alcuni Stati membri hanno sollevato preoccupazioni in merito, ma senza prendere nessuna iniziativa ufficiale. Le interpretazioni relative a eventuali procedure di infrazione – ha puntualizzato il portavoce – derivano da una errata interpretazione di quanto affermato dalla commissaria Malmström in un’intervista“.

Dunque, dal portavoce della Commissaria agli Affari Interni è arrivata una conferma della segnalazione da parte di alcuni Stati membri circa le lacune procedurali sull’identificazione degli immigrati richiedenti asilo, ossia di quei migranti che hanno i requisiti per il riconoscimento dello status di rifiugiato politico. .

Una procedura d’infrazione della Commissione nei riguardi dell’Italia, rimasta per ferma al primo stadio della messa in mora, era stata già avviata nel 2012, ma riguardava le condizioni d’accoglienza dei rifugiati e le difficoltà pratiche da loro spesso riscontrate per avere accesso alle procedure di richiesta dell’asilo.

L’eventuale infrazione rilevata ora sarebbe di natura diversa, perché concernerebbe l’obbligo di registrazione delle impronte digitali (norme Eurodac) dei migranti, un passaggio su cui si basa la determinazione del Paese di primo approdo, che secondo le norme della Convenzione di Dublino è unico responsabile per la concessione dell’asilo. 

Da tempo l’Italia cerca – infruttuosamente – di cambiare queste regole, proponendo che i richiedenti asilo possano scegliere liberamente in quale paese UE risiedere, piuttosto che obbligarli a restare nello Stato membro di primo approdo. Questo nella considerazione che l’Italia e la Grecia costituiscono i primi Stati dell’UE che fronteggiano gli approdi di immigrati dal Mediterraneo Meridionale e Orientale. Infatti, un tentativo di modifica era stato sostenuto dalla Commissione e dalla Grecia, oltre che dall’Italia, ma fu bocciato qualche anno fa dall’opposizione netta di altri Stati membri.

Il Governo Renzi intende ora spingere, per un nuovo approccio, durante il semestre di presidenza del Consiglio UE, proponendo un meccanismo di riconoscimento reciproco dell’asilo concesso in un Paese da parte di tutti gli altri Stati membri. Un tentativo che – alla luce delle segnalazioni giunte alla Commissione Europea – non avrà successo.

Altre procedure d’infrazione della Commissione per un’applicazione scorretta delle norme sull’asilo sono state avviate, oltre che contro l’Italia, contro tutti gli altri paesi mediterranei (Grecia, Spagna, Francia, Cipro e Malta) e anche contro Bulgaria ed Estonia.

Sarebbe tuttavia grave se l’identificazione dei migranti richiedenti asilo non fosse effettuata secondo le norme comuni vigenti, perché questa negligenza – se appurata – costituirebbe una maglia aperta nei filtri di sicurezza europea, visto che l’immigrazione di massa attuale – oltre che comprensibili e penosi aspetti umanitari – ha anche una rilevanza per la sicurezza strategica degli Stati dell’UE e per l’Unione Europea nel suo complesso.

(Fonte: TMNews)

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