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L’ONU contro Israele e Stati Uniti. Accusa: non aver condiviso con Hamas il sistema antimissile “Iron Dome”

L’Alto Commissariato per i Diritti Umani si copre di ridicolo con una promessa di condanna che ha il sapore di una barzelletta, se non fosse che la situazione in Medio Oriente a tutto si presta, tranne che al sollazzo dello spirito

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Ginevra – All’Alto Commissariato per i Diritti Umani di Ginevra devono aver preso un colpo di sole estivo, malgrado l’estate in Europa tardi a dispiegare del tutto i propri effetti. Oggi è arrivata la notizia che le Nazioni Unite hanno ipotizzato la segnalazione per una supposta violazione dei diritti umani da parte di Israele, per – udite, udite – non aver condiviso il sistema di protezione antimissile “Iron Dome” con la popolazione di Gaza, dal lancio dei missili di Hamas.

Una specie di corto-circuito intellettuale, che però non sembra tale agli scienziati dei diritti umani di Ginevra, capeggiati dall’ex magistrato sudafricano Navy Pillay, già giudice della Corte Penale Internazionale. L’Alta Commissaria avrebbe detto, nel corso di un meeting urgente con la stampa, che “Israele ha fallito nel dovere di proteggere i cittadini nella Striscia di Gaza dall’essere uccisi dagli stessi propri missili“.

Una dichiarazione che si commenterebbe da se, se non fosse aggravata da una valutazione successiva: “c’è la forse possibilità che il diritto internazionale sia stato violato, in un modo tale che potrebbe concretarsi come crimini di guerra“, in cui Israele sarebbe incorsa per non aver esteso la protezione antimissile su Gaza.

Il che avrebbe comportato – se il ragionamento dell’Alta Commissaria Pillay fosse minimamente fondato – che Hamas avrebbe dovuto essere protetto dai propri stessi missili. Una follia logica.

Sul banco degli imputati dell’ONU anche gli Stati Uniti – secondo quanto pubblicato dal Washington Times nell’edizione online – per aver sostenuto finanziariamente il sistema di difesa israeliano, che ha evitato finora migliaia di vittime dopo oltre 3500 missili lanciati da Hamas sullo Stato di Israele dal 1° gennaio di quest’anno (circa 3000 dal 16 giugno scorso).

Naturalmente sui crimini di Hamas contro i bambini palestinesi, costretti a essere scudi umani, serbatoio di odio permanente, coinvolti in attività paramilitari e militari, Navy Pillay finora non ha detto una sola parola, coprendosi di ignominia. Ora anche di ridicolo.

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