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ISIL, la CNN intervista un ufficiale jihadista a Mosul: “abbiamo rapito più di 100 donne e bambini. Li convertiremo all’islam”

L’emittente all news americana non può confermare ufficialmente la notizia, ma fonti concordanti asseriscono che i jihadisti dello Stato Islamico abbiano proceduto a rastrellamenti e alla separazione di donne e bambini dagli uomini con una tecnica che ricorda quella delle SS naziste. Sarebbe una confessione esplicita di crimini di guerra. Venerdì 15 agosto “scampagnata di guerra” del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles

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Washington – Nelle ore in cui si è diffusa la notizia delloo sbarco della prima aliquota di Reparti Speciali americani nella zona del Monte Sinjar, per studiare una strategia di protezione e di evacuazione dei profughi yazidi e di altre confessioni religiose sfuggiti alle persecuzioni dei jihadisti dell’ISIL, una notizia contribuisce a mettere in chiaro il pericolo costituito da questi nuovi barbari.

Un alto responsabile dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, autoproclamatosi Stato Islamico, ha confermato alla CNN che almeno 100 fra donne bambini yazidi sono stati catturati a Sinjar la scorsa settimana, dopo aver ucciso “un alto numero di uomini”. “Posso confermare – ha detto il portavoce jihadista – che sono stati portati a Mosul e coglieremo l’occasione per convertirli all’islam”, ha chiarito in un collegamento telefonico con gli inviati del canale all news americano.

Secondo la CNN la notizia della cattura in sé non è stata verificata da fonti indipendenti, ma è stato al contrario acclarato che nelle loro incursioni a Sinjar i miliziani jihadisti dell’ISIL abbiano proceduto alla separazione degli uomini dalle donne e dai bambini, con una tecnica simile a quella utilizzata dalle SS neziste durante la Seconda Guerra Mondiale.

Una notizia che – oltre a confermare le atrocità commesse dall’ISIL – sarebbe una esplicita confessione della commissione di crimini di guerra, secondo le vigenti norme del diritto internazionale di guerra.

La situazione degli Yazidi e l’avanzata dell’ISIL nella regione semi-autonoma del Kurdistan iracheno è alla base della decisione degli Stati Uniti di avviare una campagna di attacchi aerei mirati, iniziati alcuni giorni fa. Mercoledì sera l’ulteriore evoluzione, con la diffusione della notizia dello sbarco dei reparti speciali e dell’istallazione di un centro di comando e controllo di teatro, da cui condurre la direzione dell’immane operazione di trasferimento di 30 mila profughi in zone sicure, per salvarli dalle atrocità dei jihadisti.

Martedì scorso il Gran Mufti d’Egitto, Shawki Allam, ha attaccato i miliziani dello Stato islamico (Isil), accusandoli di “violare tutti i principi dell’Islam” e avvertendo che “questo sanguinario gruppo rappresenta un pericolo per l’Islam e per i musulmani nel mondo“. Ne ha dato notizia l’agenzia ufficiale Mena, secondo cui Shawki Allam ha fatto appello a tutti i musulmani perché contrastino questo pericolo comune.

Per venerdì prossimo è stato indetto a Bruxelles una riunione straordinaria del Consiglio Affari Esteri, in cui i ministri degli Esteri dell’Unione Europea dovrebbero emettere – secondo Federica Mogherini – “non solo una dichiarazione di principio condivisa, ma una decisione su un’azione comune forte e coordinata”. Nel frattempo la Francia ha già annunciato che aiuterà i curdi iracheni, fornendo loro armi, la Gran Bretagna ha inviato tre Tornado da ricognizione fotografica e sta trasportando equipaggiamenti per i peshmerga, la Germania è sul punto di inviare mezzi ed equipaggiamenti militari.

Ma a nessuno viene in mente che per condurre una guerra con la necessaria velocità e unità di intenti non è sufficiente una unione confederale di Stati, servirebbe – serve – uno Stato Federale europeo. Siamo ancora all’erba trastulla di agnelliana memoria.

Ultimo aggiornamento 14/08/2014, ore 01:34:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA