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Thailandia, la giunta militare al potere avverte: “turiste in bikini a rischio”. Il Regno Unito protesta formalmente

Il capo della giunta militare, Prayut Chan-O-Cha, ha affermato che non si può garantire la sicurezza delle turiste se vanno in giro in abiti succinti. Ma perché non organizzare un bel boicottaggio per i viaggi in Thailandia? #boycotThailand

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Bangkok – Dura protesta della Gran Bretagna contro la giunta militare thailandese, dopo che il generale-premier Prayut Chan-O-Cha ha affermato che le autorità di sicurezza non possono garantire la sicurezza personale delle turiste “se girano in bikini“.

Parole che sono sembrate assai inopportune perché tese a minimizzare l’assassinio a colpi di zappa di una coppia di turisti inglesi di 23 e 24 anni, i cui corpi nudi sono stati trovati lunedì su una spiaggia di Ko Tao, nel sud del Paese, assassinati da un connazionale che si era invaghito della ragazza.

L’ambasciata britannica a Bangkok ha inviato al ministero degli Esteri thailandese una nota di protesta, con cui esprime “preoccupazione” e richiede “chiarimenti” su queste sorprendenti dichiarazioni.

Prayut aveva affermato che “ci sono sempre dei problemi con la sicurezza dei turisti” e questi “non possono pensare di fare quello che vogliono andando in giro in bikini“. Le turiste “possono essere al sicuro in bikini a meno che non siano belle?“, si era chiesto il premier, con quello che rischia di diventare un autogol per il settore turistico del Paese asiatico, già messo in gravi difficoltà  dall’instabilità politica e dal golpe militare dello scorso maggio.

Sul tema, essendo a tutti evidente che andare in Thailandia non rientra tra le terapie riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, perché non organizzare un boicottaggio dei viaggi nel Paese asiatico, lanciando su Twitter e Facebook l’hashtag #boycotThailand e interessando le associazioni di tutela dei consumatori perché asssistano i viaggiatori italiani nelle pratiche di disdetta dei contratti di viaggio in itinere, per gravi motivi di forza maggiore

Ieri il Ministero degli Esteri italiano aveva lanciato un “warning” sul sito “Viaggiare Sicuri”, ammonendo del cambio di norme in materia di immigrazione turistica nel Paese.

(Credit: AGI)