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Rosberg, pole mostruosa ad Austin! Con la scopa volante d’argento fa lo scherzetto di Halloween a Hamilton e lo fa nero

Colpo a sorpresa da “guerra psicologica” dell’inseguitore sulla inseguito: sul circuito texano si aprono le danze per un finale scoppiettante del mondiale 2014. Nona pole stagionale per Rosberg. Seconda fila per Bottas e Massa sulle due Williams, Ricciardo e Alonso in terza. Sutil in giornata magica, Maldonado pure

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Austin – Nico Rosberg doveva sferrare il contrattacco sul compagno di squadra per invertire la tendenza. Nelle libere del GP degli Stati Uniti sembrava in difficoltà, ma in qualifica il pilota tedesco ha sferrato un colpo psicologico durissimo, 20141008-tous-avec-jules#17-300x150staccando un tempo straordinario in Q2 e poi aggiudicandosi la nona pole position stagionale, la tredicesima in carriera (insieme a Webber, Brabham, Ickx, Jacques Villeneuve).

Una pole importantissima proprio in prospettiva rush finale. Ora doveva attaccare, ora ha attaccato. Prima fila tutta Mercedes, per la decima volta quest’anno, ma le qualifiche del gran premio statunitense hanno mostrato la forma della Williams – con Bottas davanti a Massa, dopo aver pagato pegno finora – mentre il solito Ricciardo ha movimentato la parte alta della griglia, con un quinto tempo che gli consente di promettere battaglia. “Il podio è il mio obiettivo”, ha dichiarato dopo le qualifiche. L’ottimismo è il sale della vita, se condisce il coraggio tutto è possibile.

Per la Ferrari una qualifica in linea con lo spirito dimesso del tempo: sesto Alonso, che filosofeggia nel post qualifiche su quali strategie siano migliori, ma poi dice secco “no” alla domanda se sia possibile un podio; nono Räikkönen, che non ha cattive sensazioni dalla macchina, ma non ne ha di buone. Tra i due un distacco di due decimi: Alonso ha mollato? In mezzo le due McLaren di Button e Magnussen, ma il campione del mondo 2009 scivolerà di cinque posizioni per la sostituzione del cambio.

Ma una parola in più si deve spendere per i due eroi della giornata, Adrian Sutil e Pastor Maldonado.

Il pilota tedesco ha portato la Sauber a un inimmaginabile 10° posto in griglia, dopo aver assaggiato anche l’8° posto nelle ultime libere. Una reazione che è straordinaria, perché il Sutil visto a bordo pista a Suzuka (e nei commenti successivi) – mentre i soccorritori estraevano Jules Bianchi – era un pilota sull’orlo di una crisi di nervi. Il colpo di reni ad Austin vale una pole position, forse non solo sportiva: mentale, psicologica, razionale, per quanto razionale possa essere viaggiare a 20141101-qualifiche-477x460300 km/h su un aereo rovesciato. Bravo.

Mezzo miracolo anche per Pastor Maldonado, che partirà in quinta fila (per lo scivolamento di Button) e che è riuscito a portare la sua Lotus E22 all’11° posto, a un soffio dalla Q3. Merita un plauso anche il pilota venezuelano, al quale non abbiamo lesinato critiche in passato. Ma stringere i denti e continuare quando tutto consiglierebbe di darsela a gambe è un atto di coraggio umano, determinazione professionale e caparbietà sportiva che non può essere taciuto. Bravo anche a lui.

Nella prima eliminatoria, Hamilton risultava il più veloce, seguito dalle due Williams di Massa e Bottas (staccati tra loro di quasi mezzo secondo), dal compagno di squadra Rosberg, da Alonso, Magnussen e Button (17 millesimi tra loro), uno stupefacente Maldonado, Räikkönen e Ricciardo, che chiudeva la Top Ten. Sutil, ancora sugli scudi con l’11° tempo, precedeva Hülkenberg , Kvyat e Perez, ultimo degli ammessi alla manche successiva. I quattro eliminati (in luogo dei sei usuali, per l’assenza della due Marussia e delle due Caterham) risultavano Vergne, Gutierrez, Vettel (che però sta preparando la gara e null’altro) e Grosjean, che si è lungamente lamentato dell’assetto della sua Lotus, con i “larghi” oltre il limite della pista conseguenti.

In Q2, tempone di Rosberg in configurazione “scherzetto di Halloween” per Hamilton (0’’997 il distacco dall’1’36’’290 del biondino), che si beccava quasi un secondo: è la guerra psicologica, bellezza! Le due Williams di Massa e Bottas seguivano a ruota (distacco tra i due piloti di Grove ridotto a 1,52 decimi), inseguite da Ricciardo, Alonso, Button e Magnussen (tra loro 23 millesimi), Räikkönen e il primo eroe della giornata, Adrian Sutil, che per la prima volta in questo campionato arrivava all’ultima manche delle qualifiche, ridando speranza e sorrisi alla squadra di Hinwill. Eliminati Maldonado (comunque un ottimo risultato per la difficile Lotus E22), Perez, Hülkenberg e Kvyat, che comunque partirà dal fondo della griglia, per la penalità di 10 posizioni scattata dopo il montaggio della settima power unit stagionale.

Domani, gara alle 21, con diretta su Rai1 e Canale 207 di Sky.

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2014 FORMULA 1 UNITED STATES GRAND PRIX – QUALIFICHE (Risultato non ufficiale)

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2014 FORMULA 1 UNITED STATES GRAND PRIX – ANALISI TECNICA PIRELLI

John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.