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Editoriali

Consiglio UE straordinario su immigrazione, show tra sordi e mezze verità. Italia convince, ma solo a metà…

Triplicato il bilancio di Triton e Poseidon, ma l’Unione Europea non segue l’Italia nell’interpretare i flussi di immigrati come un unicum e sui rifugiati impone un controllo destinato a differenziare i veri profughi e perseguitati dai migranti economici che si mischiano per non pagare il dazio dei limiti all’ingresso negli Stati (o per infiltrare jihadisti). Frontex una ‘quasi Mare Nostrum’, ma solo perché è obbligo giuridico internazionale soccorrere in mare. Per le operazioni militari si rimanda, ma intanto Federica Mogherini giocherà a fare la generalessa di ferro, mentre Renzi spaccia per un grande passo avanti un piccolo risultato

Il minuto di silenzio tributato alle ultime vittime del traffico di persone nel Mediterraneo. Un significativo paradigma delle molte verità non dette da tutti i capi di Stato e di Governo degli Stati dell'UE (fotogramma da filmato EuCommission)
Il minuto di silenzio tributato alle ultime vittime del traffico di persone nel Mediterraneo. Un significativo paradigma delle molte verità non dette da tutti i capi di Stato e di Governo degli Stati dell’UE (fotogramma da filmato EuCommission)

Bruxelles – Il Consiglio Europeo straordinario sull’immigrazione – svoltosi ieri a Bruxelles – “è stato un grande passo avanti”, un moderato ampliamento della risposta europea, un timido inizio di politica europea sull’immigrazione, un fallimento per l’Italia. 

Non vi chiedete se siamo impazziti, nel mettere insieme valutazioni contraddittorie e contrastanti: abbiamo solo dato il range delle valutazioni, partendo da quella del presidente del Consiglio Matteo Renzi, per passare gradualmente ai più scettici o, forse, sarebbe meglio dire ai più illusi che l’Europa cambiasse il punto di vista sull’immigrazione per far contenta l’Italia e la visione totalitaria dell’accoglienza promossa dal Governo in carica.


Saving innocent people’s lives is the number one priority as EU leaders meet in Brussels. Ahead of their meeting, they observed one minute of silence in remembrance of the victims of the tragedies in the #Mediterranean. Read more: http://ow.ly/M1izW. #migrationEU #EUCO

Posted by Council of the European Union on Giovedì 23 aprile 2015


Dunque, si può dire che gli altri Stati dell’Unione abbiano la posizione più corretta sul problema? No, al contrario, ma questo dipende da un nodo irrisolto: la federalizzazione dell’Europa. E con questi bagliori di luna, ne passerà di tempo…

Sotto il profilo operativo, i capi di Stato e di Governo dei 28 hanno deciso a metà, triplicando i fondi per le operazioni Triton e Poseidon (ora dotati di 120 milioni di euro). Triton rimane un’operazione di Frontez per controllare i confini esterni dell’Unione Europea e rimane il limite delle 30 miglia operative, attenuate da una sorta di ‘soluzione’ all’italiana: le navi in pattugliamento per difendere i confini potranno intervenire in caso di ‘SOS’ proveniente da natanti in difficoltà. Una sorta di ‘Mare Nostrum’ non dichiarata condotta con mezzi non solo italiani e con risorse economiche europee.

In modo ipocrita, non si cambiato il mandato di Triton, esplicitando l’obiettivo del “search and rescue” accanto a quello “ufficiale” della sorveglianza delle frontiere entro il limite delle 30 miglia. Ma Juncker e il presidente stabile del Consiglio Europeo, Donald Tusk, hanno spiegato che l’operazione Triton di Frontex potrà essere allargata e acquisire proprio le caratteristiche che aveva Mare Nostrum, anche se il mandato non cambia in via ufficiale. “Non c’è nessun limite, né giuridico, né geografico, affinché Triton faccia le operazioni di ricerca e salvataggio“, che sono comunque un obbligo secondo il diritto internazionale e la legge del mare, ha puntualizzato Tusk.

Per quanto riguarda la lotta ai trafficanti di esseri umani e la tanto declamata volontà di colpirli in modo “chirurgico” con l’uso dell’intelligence e della forza militare, utilizzata per individuare e distruggere i barconi in Libia prima che possano essere usati per trasportare il carico di povere persone (in mezzo alle quali si infiltra di tutto: dai migranti economici ai jihadisti), il risultato è stato interlocutorio: di dovrà ottenere il mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, presupposto difficile da ottenere, ma non impossibile. Curioso che si avochi una giustificazione giuridica internazionale per una classica covert operation: quando mai un servizio segreto e incursori hanno chiesto autorizzazioni all’Onu per operare? Saremmo alle comiche, se la situazione non fosse maledettamente drammatica (meglio: tragica).

Infine, sul terzo punto – la “solidarietà” che l’Italia intendeva imporre agli altri Stati membri, per proteggere rifugiati politici, etnici e religiosi o profughi di guerra, il Consiglio Europeo ha opposto uno stop inequivocabile. Del resto, gli altri Stati hanno una politica dell’immigrazione e sanzionano l’immigrazione clandestina, illegale; mentre l’Italia questa politica sull’immigrazione non ce l’ha, ne una confusa, confonde migranti economici, rifugiati e profughi di guerra, mettendo a rischio la sicurezza sociale e la sicurezza tout court del territorio italiano e di quello dell’intera Unione Europea.

Federica Mogherini ha avuto mandato di preparare una missione di polizia internazionale in Libia, dove c’è già il comitato di accoglienza islamista ad attendere i ‘poliziotti internazionali’. L’ex ministro degli Esteri italiano – ora Lady Pesc – potrà attingere alla sua robusta esperienza in materia per programmare un’azione militare, ma solo con compiti di prevenzione. Ridicolo.

Anche l’impegno di condividere il collocamento di 5.000 profughi e rifugiati in un’ottica di condivisione ragionata ha lasciato il posto a un programma pilota volontario di reinsediamento nei diversi Paesi Ue (“voluntary pilot project on resettlement”).

Quindi, per ritornare alla valutazione dei risultati del Consiglio Europeo, ha ragione Renzi quando afferma che ha “segnato un cambiamento” strategico da parte dell’Ue e che, di conseguenza, il risultato sia un indubbio successo politico dell’Italia?

A nostro avviso, in una giornata di nebbia anche un raggio di sole può illuminare la strada, ma la nebbia resta e se non arriva un po’ di vento che pulisca l’aria, la nebbia rimane e rende difficile proseguire il percorso. Ecco, l’Unione Europea è in mezzo a un banco di nebbia: quella nella testa di questi pseudo statisti senza esperienza, ancorati a un totem vuoto – la sovranità dello Stato nazionale – che è sempre meno capace di affrontare i pericoli della contemporaneità, ma blocca sempre più l’evoluzione istituzionale dell’UE verso uno Stato federale, in cui i vari cancellieri o presidenti di governo statale avrebbero poteri ampi, ma solo all’interno dei confini statali, non influenzando le decisioni di rilievo continentale.

Ieri sera Angela Merkel ha subordinato l’aiuto tedesco all’invio di funzionari di Berlino che attestino la regolarità della fotosegnalazione dei migranti e dell’inserimento corretto dei dati nelle banche informative che poi trasferiscono a Europol  la conoscenza su chi arriva, da dove proviene e quali siano le proprie generalità.

In Italia questo viene ritenuto un atto offensivo dell’onore nazionale: forse non lo è anche la mancata assunzione delle generalità, più volte denunciata dai media italiani ed europei, che hanno certificato le operazioni reiterate della polizia austriaca al confine con l’Italia, per interrompere il flusso di centro-africani senza documenti e non identificati? Di quale dignità nazionale parliamo se le Forze di Polizia sono messe nelle condizioni di non nuocere da un Governo discutibile e da un Parlamento squalificato?

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