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Europarlamento, un sussulto di dignità: a Raif Badawi il Premio Sakharov 2015

Il blogger saudita, condannato per “insulto all’islam” a 1.000 frustate, è detenuto e attende l’esecuzione della condanna ‘a rate’ di 50 frustate ogni venerdì (giornata santa per i musulmani…). Il presidente del Parlamento Europao, Martin Schulz, ha lanciato un appello a re Salman per un rilascio “immediato” dell’attivista, perché possa ritirare il premio “con le proprie mani”. Secondo la moglie a breve riceverà la seconda tornata di frustate. Nelle scorse settimane gli era stato conferito il Pen Pinter Price

Strasburgo – Con un apparente sussulto di dignità, il Parlamento Europeo ha conferito il l’edizione 2015 del premio Sakharov per la libertà di espressione al blogger saudita Raif Badawi, detenuto in patria a seguito della condanna a 10 anni di carcere e a 1.000 frustate per aver ‘insultato l’islam’.

Il premio Sakharov è ritenuto il più importante riconoscimento europeo in tema di diritti umani, creato in memo2ia del fisico Andrei Sakharov, dissidente sovietico negli anni della Guerra Fredda, a sua volte insignito del Premio Nobel per la Pace nel 1975. È stato istituito dal Parlamento Europeo nel 1988, con l’obiettivo di premiare chi ha dedicato la propria vita alla difesa dei diritti umani  e delle libertà fondamentali.

Ogni anno il Premio Sakharov è consegnato intorno al 10 dicembre, per ricordare la simbolica data in cui si firmò la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nel passato è stato attribuito in passato è stato conferito a personalità come Nelson Mandela, Aung San Suu Kyi, Malala Yousafzai, scampata miracolosamente a un attentato dei talebani che l’hanno condannata a morte per la sua attività a favore della scolarizzazione delle donne.

Raif Badawi è in carcere per aver “insultato l’islam usando i media elettronici” e per aver fondato un blog ‘liberale’, il Liberal Saudi Network, un sito web su cui si promuoveva la necessità di dibattere su questioni più importanti dell’attualità, della politica e della religione. Arrestato nel 2012, fu condannato in primo grado a 600 frustate e sette anni di carcere, ma la Corte di appello saudita rilevò la mitezza di tale condanna, infliggendogli 1.000 frustate e dieci anni di carcere.

In occasione della designazione del premiato per il 2015, il presidente del Parlamento Europeo – Martin Schulz – ha rivolto un appello al re saudita, Salman, pee l’immediato rilascio di Badawi. “Chiedo al re di Arabia – Schultz ha detto – il rilascio immediato di Badawi, perché possa ritirare il premio con le proprie mani”. Una foglia di fico sull’ipocrisia montante in Europa, dove non risultano prese di posizione ufficiali verso Riad per una moratoria delle inumane condanne penali, che sovente comprendono barbariche esecuzioni capitali.

Una coperta sulla coscienza, con l’elargizione di 50.000 Euro alla famiglia di Badawi (a tanto ammonta il premio), mentre sulla questione dei diritti umani e della libertà religiosa non si ricordano dichiarazioni degne di nota dell’Alto Rappresentante per la PESC (Politica estera e di Sicurezza Comune) dell’UE, Federica Mogherini.

Badawi ll’inizio di Ottobre è stato insignito all’inizio di Ottobbre del premio “Pen Pinter Price“, superando una coalizione di oppositori politici venezuelani e il dissidente russo (morto assassinato) Boris Nemtsov, di nomina postuma.

Sulla rete è stato pubblicato il video che mostrava le frustate comminate a Badawi, che destarono sia proteste internazionali contro il regime saudita che più accondiscendenti richieste di clemenza. Pressioni cui Riad ha sempre fatto argine, respingendo ogni forma di interferenza negli affari interni dello Stato.

Il regime saudita è custode di una visione fondamentalista del wahabismo e applica la più rigida versione della legge islamica (sharia), non tollerando alcuna forma di dissenso politico e punendo con la morte l’apostasia.

È attualmente in corso un appello di Amnesty International per la liberazione di Raif (appello cui si può aderire qui).

Save the Children Italia Onlus