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I fischi prima di Turchia-Grecia: nessun insulto alle vittime di Parigi nel minuto di silenzio

Prima dell’amichevole tra le due squadre, si udirono fischi e il grido di ‘Allah U Akbar! (Allah è Grande!). Ma su questa versione c’è una testimonianza indiretta del presidente del CONI, Giovanni Malagò

Roma – Non ci sarebbe stato alcun coro inneggiante ad Allah e alcun insulto alle vittime degli attentati di Parigi prima della partita amichevole di martedì scorso, 17 Novembre, allo Stato Olimpico Ataturk di Istanbul. 

Dietro i fischi e i cori che interruppero il minuto di silenzio in memoria delle vittime degli attacchi islamisti di Parigi ci sarebbe stato in realtà un coro nazionalista dedicato alle vittime del Pkk ed esteso per l’occasione a tutte le vittime di stragi.

Sehitler olmez, vatan bolunmez” – “i martiri sono immortali, la Patria non deve essere divisa” – avrebbero infatti gridato i supporter della nazionale turca. 

Non dunque un inno al jihad, ma un coro patriottico, già intonato allo stadio di Istanbul dopo la strage di Ankara del 10 ottobre 2015 , durante l’incontro fra Turchia e Islanda disputato tre giorni dopo.

A riportare la notizia è il quotidiano britannico ‘The Independent’, che cita anche diversi commenti alla vicenda postati sui social media da parte di utenti turchi.

Ma su questa versione ci sarebbe una testimonianza contraria indiretta del presidente del CONI, Giovanni Malagò. Durante il programma ‘Virus’ su Rai2, Malagò – intervistato dal conduttore del programma Nicola Porro – ha citato il presidente del Comitato Olimpico Turco, professor Uğur Erdener, il quale avrebbe manifestato il proprio dolore per l’incidente avvenuto prima di Turchia-Grecia, nel corso degli incontri preliminari del meeting dei comitati olimpici europei in corso a Praga.

Un fatto che confermerebbe dunque i cori estremisti e smentirebbe ‘The Indipendent’.

(Credit: AdnKronos)© RIPRODUZIONE RISERVATA

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