Accanto ai due agenti feriti? Ma quando mai… Due militanti di base di sinistra smentiscono Crocetta

Valentina Spata, militante del Pd dell’area di Pippo Civati, e Mariangela Di Gangi, dirigente di Sel vicina a Erasmo Palazzotto, affermano che non è vero Crocetta fosse a Catania accanto ai due agenti della scorta del presidente della Regione, feriti nell’incidente a Cassibile, quando avrebbe dovuto discutere con il PD di equilibri politici e dinamiche di giunta di governo. Un dubbio: non è che in questo modo …

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La querelle tra Rosario Crocetta e il Partito Democratico è ormai arrivata al punto di combustione, tanto da avere spinto il PD alla rottura. La polemica è destinata a essere alimentata, a causa dell’intervento di due militanti di base, due giovani donne della sinistra siciliana, le quali in teoria dovrebbero propendere per l’ex sindaco di Gela.

Due giorni fa, Crocetta aveva preannunciato un “rinvio” del vertice di maggioranza con il PD, per stare vicino ai due agenti della scorta feriti nell’incidente occorso al “convoglio” del presidente della Sicilia sabato scorso. Vincenzo “Enzo” Zerbo, 50 anni, e Antonino “Tony” Grigoli, 45 anni, sono ricoverati al Cannizzaro di Catania, per essere seguiti meglio.

Da ambienti del PD era trapelato subito un certo disappunto, per quello che sembrava essere un pretesto bello e buono per svicolare dal redde rationem con il partito, che accusa Crocetta e la sua giunta di inconcludenza e di molti errori amministrativi. Di contro, il combattivo presidente della Regione si era detto “esterrefatto” per la decisione del PD di lanciare un vero e proprio “aut aut” di ritorno “nei ranghi” per Crocetta e gli assessori PD in giunta, ai quali era stato chiesto di dimettersi per rendere plastica e tangibile la rottura.

Per tutta risposta, gli assessori Nelli Scilabra, Luca Bianchi, Mariella Lo Bello e Nino Bartolotta avevano dichiarato di non accettare l’indicazione del partito e di solidarizzare con Rosario Crocetta, di fatto mettendosi contro il PD e il suo segretario regionale, Giuseppe Lupo.

A rinfocolare l’incendio – e a far dubitare della veridicità delle dichiarazioni di Crocetta – le due giovani e attive militanti di base, Valentina Spata e Mariangela Di Gangi, che di fatto accusano Crocetta di avere mentito.

«Rimango assolutamente sconvolta nel leggere le dichiarazioni del presidente Crocetta. E siccome dico sempre ciò che penso mi permetto di suggerire al Presidente, che ho sostenuto e votato, di non strumentalizzare i “suoi” agenti di scorta e la brutta vicenda che li ha visti protagonisti» scrive Valentina Spata sul suo profilo Facebook, riferendosi all’incidente, per poi aggiungere: «i problemi, evidenti, che ha con il Pd, in parte per colpa sua e in parte per colpa della nostra classe dirigente, non hanno nulla a che vedere con le condizioni di salute di Tony ed Enzo. Tirarli in ballo per accusare il Pd è stato un errore grandissimo ma» spiega la Spata «anche una mancanza di rispetto e di profonda umanità. Per difendersi utilizzi argomentazioni valide e non la salute di due uomini che non sono di suo possesso». Per questo la giovane che fa riferimento a Pippo Civati, candidato alla segreteria del PD, si dice “Indignata!” con un punto esclamativo assai significativo.

Ma se un indizio non fa una prova, un secondo indizio – uguale e consonante – rischia di creare davvero le premesse per il disvelamento degli infingimenti dietro cui alcuni accusano Crocetta di volersi parare. Mariangela Di Gangi, dirigente di Sel, ha messo nero su bianco sulla sua bacheca Facebook il proprio disgusto, con un post del 23 settembre (ore 23.26). «Stamattina sono andata a Catania, al Cannizzaro, per far visita a Enzo e Tony, gli agenti della scorta rimasti feriti nell’incidente di sabato. A loro mi lega un particolare affetto e con loro ho condiviso tante esperienze» afferma Di Ganci, la quale ha consuetudine con i due agenti per ragioni personali che non intende «sbandierare ai quattro venti».

Tuttavia, la dirigente di Sel sobbalza da un’ideale sedia, perché precisa di aver «letto le dichiarazioni del Presidente Crocetta, che stamattina, posso assicurarlo, non era in ospedale con me», aggiungendo di essere «sinceramente sconcertata dall’uso improprio che si possa fare della sofferenza di quelle che sono, innanzitutto, delle persone». Mariangela Di Ganci afferma di sapere che «il Presidente è stato accanto a quelle famiglie da subito dopo il brutto incidente», tuttavia ritiene «squallido tirarli in mezzo alla triste vicenda dei rapporti tra il suo esecutivo e il Pd siciliano». «Per fortuna, Enzo e Tony non “stanno rischiando ancora la pelle”. Sono stabili e, ripeto, combattono con al fianco le loro famiglie per tornare presto tra i propri cari», il dato che – francamente – risulta più importante di tutto, perfino delle eventuali fandonie raccontate da Crocetta. Ma la chiusa della dirigente di Sel è di quelle da far impallidire il più spericolato acrobata della politica. «Accetto tutte le sue forme di populismo, ormai mi ci sono abituata. Ma questo mi pare davvero troppo».

Nella giornata di ieri dall’entourage presidenziale si è preferito non replicare alle due testimonianze, peraltro già rese note da “Live Sicilia”. Del resto, se non si sa cosa dire, meglio tacere piuttosto che dire (ulteriori) corbellerie. Ma la storia ha tutta l’aria di non essersi chiusa qui.

Sorge però un dubbio: non è che il balletto indecoroso tra Crocetta e il PD, con la partecipazione ordinaria di alcuni ambienti strategici del centro-destra (quelli appartenenti al partito CCV: Cu Ccu Vinci…), sta contribuendo ad affossare ancor di più la Sicilia? A posteri l’ardua sentenza…

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