Investimenti, 51 aziende italiane hanno incontrato a Palermo il ministro del Kenya Henry Rotich

Le aziende sosterranno i programma di sviluppo economico del Paese. Tecnologie per l’energia e per abolire discariche e bidonville

Henry Rotich

Sono 51 le aziende italiane, organizzate in “filiere” con partner europei, che oggi a Palermo, presso la sede dell’Ance Sicilia, hanno incontrato il Ministro del Tesoro del Kenya, Henry Rotich, e che, al termine degli incontri Business to Business, hanno confermato l’intenzione di programmare a partire dal prossimo autunno investimenti nell’area dell’East Africa, nei settori delle infrastrutture e trasporti, dell’energia, dell’ambiente e rifiuti, delle risorse idriche e dell’agroindustria, volendo competere, grazie alla propria qualità e tecnologia, con gli operatori cinesi. Salvo Ferlito per l’Ance Sicilia e Giuseppe Catanzaro e Nino Salerno per Confindustria Sicilia hanno confermato la validità delle opportunità in Kenya già esplorate.

Il Ministro Rotich e il direttore degli Affari economici Justus Benjamin Nyamunga hanno presentato la nuova Agenda del neonato governo Kenyatta, che prevede entro il 2030 una crescita dell’economia del 10% annuo e una situazione controllata dei bilanci, con la finalità di modernizzare il Paese e ridurre le situazioni di povertà.

Il Kenya, inoltre, si pone come porta d’accesso privilegiata ai mercati dell’East Africa e del cosiddetto “Corno d’Africa” e in questo senso può favorire ulteriori opportunità di investimenti.

Rotich, enfatizzando il clima di collaborazione con l’Italia e il clima di favore creditizio e di stabilità e affidabilità delle istituzioni ottenuto col varo della nuova Costituzione, con la devolution e con gli interventi normativi e operativi già attuati dal governo, si è soffermato su numerose priorità previste dal Piano quinquennale di sviluppo, da realizzare quindi entro il 2018, alcune già ampiamente finanziate da interventi della Banca mondiale, dell’Unione europea e della Banca africana di sviluppo, altre da definire attraverso partenariati pubblico-privati.

Si tratta dell’ampliamento del porto di Mombasa e dell’aeroporto internazionale di Nairobi (da fare diventare Hub); della costruzione di un nuovo porto e di un nuovo aeroporto; della modernizzazione e ampliamento della rete ferroviaria fino all’alta velocità; del potenziamento della rete stradale; dello sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili; della definizione e attuazione di politiche avanzate in tema di rifiuti e ambiente; della realizzazione di programmi di edilizia sociale per gli appartenenti alle forze armate e alle forze dell’ordine; di nuovi insediamenti turistico-alberghieri; di tecnologie e investimenti per modernizzare l’agricoltura; di centri di grande distribuzione all’ingrosso e al dettaglio; di insediamenti manifatturieri e dell’agroindustria per valorizzare, ad esempio, la produzione di the; della costruzione di una “tecnocittà” a Nairobi; dello sfruttamento dei giacimenti recentemente scoperti di petrolio, carbone e titanio.

Oltre alle “big” del Consorzio Cooperative Costruttori, oggi c’erano, fra le altre imprese, la messinese Dreampower, con sede in Kenya, che, grazie anche all’avere brevettato una lampada fotovoltaica resistente agli sbalzi di tensione della rete elettrica, registra una crescita del fatturato del 35% annuo in quell’area; l’inglese Winch Energy che, tramite una controllata con sede a Siracusa, è presente in Africa nel settore delle energie rinnovabili e che ha mostrato al ministro Rotich come sia possibile migliorare il piano energetico del Kenya grazie alle ultime novità della ricerca nel fotovoltaico e nel solare termodinamico; il “team Sicilia” dell’Enea di Palermo con le sue tecnologie per la geotermia e per l’integrazione fra più fonti energetiche per la stabilizzazione delle reti; le Università di Palermo e di Reggio Calabria con i loro programmi finanziati per la creazione delle “smart cities” e per la riqualificazione del tessuto sociale e urbano nei programmi di riconversione delle bidonville; e c’era l’Innova Bic di Messina con i suoi programmi tecnologici sviluppati in Nord Africa.

Presentato anche dalla Green Power il “depolimeratore catalitico”, un impianto che si prefigge di abolire il ricorso alle discariche ricavando dai rifiuti indifferenziati, senza immissioni nocive nell’ambiente, materiali da riciclo, carburanti ed energia.

Dagli incontri Business to Business, assistiti da Rita Ricciardi, componente del Kenya Bureau Standard, da funzionari dell’Ambasciata in Italia e dallo staff di Ance Sicilia, è emersa la risposta compatta di tutte le aziende agli inviti del ministro Rotich a investire nell’East Africa.

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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