Strage Motta Visconti, oggi i funerali. Mons. Delpini: ‘abbiamo bisogno di silenzio’

Il Vescovo ausiliare di Milano lo ha ripetuto almeno sette volte durante l’omelia delle esequie di Maria Cristina Omes e dei suoi due figli, uccisi lunedì scorso da una persona senza coscienza del bene e del male: serve anche una “parola che aiuti a capire, non chiacchiere”

20140621-Motta_Visconti_camera_ardente-320x242Motta Visconti – “Abbiamo bisogno di silenzio”. Lo ha ripetuto almeno sette volte monsignore Mario Delpini, vicario dell’arcivescovo di Milano, durante l’omelia dei funerali di Maria Cristina Omes e dei suoi due figli, uccisi una settimana fa .

Il clamore delle notizie sul fatto inspiegabile, l’ossessione delle immagini quando non c’è nulla da vedere, una specie di gusto di aggiungere particolari per dare spiegazione all’inspiegabile – dice – ha aumentato la confusione. Abbiamo bisogno di silenzio”. La vita delle persone “buone” di Motta Visconti “è stata sconvolta”, il suo nome “è risuonato dappertutto”. Ma ora, il vescovo ausiliare di Milano si è chiesto, “cosa significano le parolepapà’,figlio’, ‘amore’?”. Il silenzio serve a questo: “Abbiamo bisogno del silenzio che custodisce la discrezione, che prende tempo per piangere e riflettere”.

Però se è vero che a Motta Visconti c’è bisogno di silenzio, serve anche una “parola che aiuti a capire”. Serve “una parola per continuare a vivere e consentire ancora di parlare. Viviamo in attesa di una parola che sia più seria delle chiacchiere e dei luoghi comuni”, ha detto ancora monsignore Delpini. “L’unica possibilità che abbiamo di vedere insieme parola e silenzio è – ha spiegato – la preghiera. Abbiamo l’umiltà e il coraggio di pregare, non ci resta altro che pregare e cercare la pietà del Signore” in questi giorni che arriveranno, “grevi di un peso insostenibile”.

Stamattina, all’apertura della camera ardente, Motta Visconti sembrava un paese fantasma con strade deserte, negozi con le serrande abbassate e i cartelli ‘chiuso per lutto. Perché tutta la comunità si è riunita tra via Soriani e via Roma, nella chiesa di San Giovanni Battista, per dare un ultimo saluto alle vittime del triplice omicidio che ha sconvolto la piccola cittadina tra Milano e Pavia. Forse tutta l’Italia perbene.  All’ingresso della chiesa, le coccarde dell’amministrazione comunale e quelle del ‘piccolo coro di Motta Visconti’. Il parroco, don Gianni Sala, si è scusato “per la chiesa troppo piccola”, impossibile contenere tutti.

Il momento forse più straziante è stato quello dei ricordi di amici, colleghi, maestre dei poveri bambini, sacrificati come agnelli sull’altare del nulla.

Antonella è la maestra di Giulia, 4 anni, e la ricorda come una “bambina deliziosa, con l’ultimo bottone sempre sbottonato e che chiamava il fratellino ‘Tato”. Gabriele, a sua volta, un bambino “con il sorriso sempre sulle labbra”. In una delle ultime lezioni alla scuola dell’infanzia, la maestra racconta che vedendo tutti insieme un arcobaleno “con la forma del sorriso” fuori dalla finestra, hanno dedicato un pensiero alle piccole vittime. “Vi ricorderemo sempre”. Un pensiero condiviso anche dai colleghi di lavoro di Maria Cristina Omes e dai volontari della Croce Rossa, con cui la vittima ha collaborato in passato.

È impossibile comprendere un gesto così folle, che ci devasta la mente”, ha detto Primo De Giuli, sindaco di Motta Visconti, che ha aggiunto come in questi momenti “la comunità non deve vacillare e la famiglia deve rimanere il primo baluardo”.

(Adnkronos)

Un pensiero riguardo “Strage Motta Visconti, oggi i funerali. Mons. Delpini: ‘abbiamo bisogno di silenzio’

  • 21/06/2014 in 18:14:09
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    La follia è incomprensibile per motivi intrinseci al termine “follia”. Il problema non sta solo nel distinguere le persone buone da quelle cattive ma, soprattutto, nell’individuare quelle normali da quelle mentalmente malate. Siamo certi che si stia facendo il possibile per risolverlo?

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