EsteriIn Primo Piano

Kobane, i jihadisti dell’Isil giunti nel centro della città

Scontri e corpi decapitati. La Turchia smentisce l’accordo con gli Usa

20141013-assedio-kobane-655x436

Mursitpinar (Turchia) – I jihadisti dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante hanno preso posizione, per la prima volta dal 3 ottobre scorso, nel centro di Kobane, la città curdo-siriana al confine con la Turchia, considerata snodo nevralgico per il controllo del nord della Siria.

Violenti combattimenti tra gli islamisti e peshmerga curdi sono proseguiti per tutta la giornata di lunedì nei quartieri settentrionali della città, a meno di un chilometro dalla frontiera con la Turchia.

Secondo stime Onu, sono 700 i civili ancora presenti a Kobane, per lo più anziani, 13.000 nelle zone circostanti. Testimoni oculari riferiscono di aver visto corpi decapitati lungo le strade della città. Gli scontri in atto presso la frontiera rischiano di impedire agli ultimi civili di lasciare la città per rifugiarsi in Turchia. Oltre 200.000 persone hanno già traversato la frontiera.

Intanto la Turchia ha smentito il “nuovo accordo” con gli Stati uniti per l’utilizzo di una base militare turca per i raid in Siria e Iraq contro i jihadisti dello Stato islamico. “Non c’è nessun nuovo accordo con gli Usa su Incirlink”, ha detto la fonte, facendo riferimento alla base militare nel sud della Turchia. “I negoziati – ha proseguito – stanno continuando” sulla base delle condizioni che la Turchia ha posto.

Lunedì sera – ora della East Coast – è previsto l’avvio di un vertice a Washington cui parteciperanno le massime autorità militari di venti nazioni che fanno parte della coalizione formata dagli Stati Uniti per contrastare l’Isil. Il summit sarà ospitato oggi e domani dal generale Martin Dempsey, capo di Stato Maggiore delle forze armate statunitensi, secondo quanto riferito da Foreign Policy.

La coalizione avrebbe condotto più di 350 raid aerei contro l’Isil da quando il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ordinato le operazioni militari contro gli estremisti sunniti ad agosto, prima in Iraq, poi in Siria.

(TMNews)