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Trieste, Radio Punto Zero attaccata da cyber-jihadisti islamici inneggianti alla guerra santa

L’emittente privata ha comunicato l’avvenuto attacco da parte di un sedicente Team System Dz. Nel messaggio scritte in arabo e in inglese inneggianti al jihad (guerra santa) e all’eliminazione degli infedeli: “la guerra è iniziata”, affermano i cyber-jihadisti. È il primo caso in Italia. Indaga la Polizia Postale di Trieste. Come funziona la Strategia Nazionale per la Sicurezza Cibernetica (video)

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(Immagine da RaiNews)

Trieste – Il sito web dell’emittente privata Radio Punto Zero di Trieste è stato oscurato ieri da un attacco che appare perpetrato da un gruppo di cyber jihadisti, propagandisti delle posizioni dell’Isil, l’Islamic State of Iraq and Levant, il cui leader – Abu Bakr al-Baghdadi – potrebbe essere rimasto seriamente ferito, se non addirittura ucciso, in un attacco aereo della Coalizione Internazionale guidata dagli americani. La notizia (di cui diamo conto qui) è stata diffusa dalla Reuters e dall’AFP e rilanciata da tutte i media del mondo, in testa la rete degli Emirati Arabi Uniti Al Arabiya.

Sul sito internet della radio tirestina, in luogo del normale layout, è comparsa una home page scritta in arabo e in inglese, che inneggiava al jihad (guerra santa) e alla sconfitta degli Stati Uniti, di Israele e di tutti gli infedeli e alla instaurazione della sharia, la legge islamica. “La guerra è iniziata”, si legge all’inizio del messaggio lasciato dal miliziano islamista addetto al cyber attacco per conto dello “Stato Islamico”, che ha lasciato un inequivocabile messaggio: “I love you isis”. In sottofondo si sentiva una voce in arabo, inneggiante alla guerra santa contro gli infedeli, che saremmo noi cristiani e occidentali in genere (pure i comunisti, diteglielo…).

Sono scattate immediatamente le indagini della Polizia Postale di Trieste, con cui collaborano anche i tecnici di “Radio Punto Zero Tre Venezie”, per risalire agli autori del cyber-attack, che sarebbe il primo in Italia e che potrebbe essere opera anche di una persona residente in Italia, vicina alle posizioni del “Califfo” (ammesso e non concesso sia ancora tra noi…). In tal caso, avrebbe le ore contate, vista l’efficienza della nostra intelligence elettronica.

Adesso sulla home page dell’emittente radiofonica appare l’immagine sottostante, in cui viene spiegato per sommi capi cosa è successo. Sull’accaduto indaga la procura di Trieste, da cui trapela preoccupazione per quello che sarebbe – se confermato – il primo attacco su obiettivi civili in Italia da parte di miliziani jihadisti (per fortuna solo in ambito cibernetico, al momento). 

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La minaccia cibernetica – come è definita dai servizi di informazione e sicurezza – può minacciare la sicurezza di un Paese come l’Italia, che vive in uno spazio economico, industriale e strategico complesso, suscettibile di essere messo in discussione anche da attacchi periferici come quello perpetrato contro la radio triestina.

Il punto su cui giocano i cyber-terroristi è lo stesso del terrorismo che colpisce le persone, che mette le bombe o assalta i mezzi di trasporto: mettere in discussione il senso ordinario di sicurezza minima vissuto nella vita di tutti i giorni, primo passo per una “caduta” psicologica e un arretramento delle linee di difesa ordinaria, con il propagarsi della sfiducia nelle istituzioni e nei mezzi per contrastare tali minacce

Insomma, i cyber-terroristi mirano a colpire la vita reale, mettendo a soqquadro quella immateriale, virtuale, cibernetica, che però ha risvolti reali sotto il profilo economico e industriale di assoluta rilevanza. 

In Italia è stata adottata una Strategia Nazionale di Difesa dalla Minaccia Cibernetica, che coinvolge il Governo, le forze nazionali di sicurezza e difesa – in cooperazione con quelle multilaterali e alleate – e i vari attori e strumenti che lavorano per la sicurezza cibernetica del Paese. 

Come tutti gli ambiti di sicurezza tuttavia il sistema nazionale di sicurezza cibernetica può essere esaltato anche con la partecipazione dei soggetti economici e degli individui, che costituiscono i primi beneficiari ma anche i primi sensori periferici di una catena che protegge gli assetti nazionali rilevanti di cui tutti beneficiamo, anche inconsapevolmente.

Naturalmente, ci uniamo agli amici di Radio Punto Zero Tre Venezie con un ideale abbraccio di solidarietà.

Non prevalebunt!

Ultimo aggiornamento 9/11/2014, ore 15:03:25 |  © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ecco di seguito come funziona la sicurezza cibernetica dell’Italia (video DIS)