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Sofri: “non andrò al tavolo della riforma delle carceri”. Vittoria dell’Italia perbene!

Il direttore de ‘La Stampa’ Mario Calabresi – figlio di Luigi, il commissario della Pubblica Sicurezza assassinato da Ovidio Bompressi e Leonardo Marino su ordine di Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri – aveva scritto su Twitter: “non capisco, Orlando spieghi”. Gemma Calabresi: “incomprensibile”. Udo Gumpel, RTL: “Fare del lupo il pecoraio, den Bock zum Gaertner machen“. “È già piuttosto incomprensibile che questo pregiudicato faccia l’opinionista di prima pagina de ‘la Repubblica‘”. Per dire…

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Roma –Adriano Sofri ha ritirato la propria disponibilità per un suo contributo nel dibattito sui temi del carcere, nell’ambito degli Stati generali sull’esecuzione della pena promossi dal ministero della Giustizia. “Si è sollevato un piccolo chiasso attorno alla mia ‘nomina’ da parte del ministro della Giustizia come ‘esperto’ di carcere. Il mio contributo – scrive il giornalista, scrittore ed ex leader di Lotta Continua sul sito del Foglio – si era limitato a una conversazione telefonica con un autorevole giurista, e all’adesione a una eventuale riunione futura. Alla quale invece non andrò, scusandomene coi promotori, perché ne ho abbastanza delle fesserie in genere e delle fesserie promozionali in particolare”, conclude Sofri.

Il direttore del quotidiano ‘La Stampa’, Mario Calabres, figlio di Luigi Calabresi – il commissario della Pubblica Sicurezza (come si chiamava la Polizia prima della riforma del 1981) assassinato da Ovidio Bompressi e Leonardo Marino su ordine di Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri – aveva scritto su Twitter: “Sentire pareri diversi è sempre giusto, ma non comprendo la scelta di far sedere Sofri al tavolo della riforma. Spero che Orlando lo spieghi”.



Adriano Sofri, giornalista e scrittore, condannato dopo un lungo e controverso processo a 22 anni di carcere come mandante dell’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi nel 1972 e scarcerato nel 2012, è uno degli esperti scelti dal ministero della Giustizia per la riforma del sistema penitenziario italiano.

Ad Adriano Sofri non è stato affidato alcun incarico di consulenza, bensì la partecipazione al tavolo di discussione su ‘Cultura, istruzione e sport nel carcere’ organizzato nell’ambito degli ‘Stati generali sull’esecuzione della pena‘, come anche “magistrati, dirigenti penitenziari, educatori penitenziari, garanti dei detenuti, professori e ricercatori universitari, avvocati, rappresentanti del volontariato e dell’associazionismo civile”.

Lo precisa in una nota Glauco Giostra, coordinatore del Comitato Scientifico degli ‘Stati generali dell’esecuzione penale‘, in relazione alle polemiche generate dalla notizia della partecipazione di Sofri al tavolo di discussione. Gli Stati generali sull’esecuzione della pena appena avviati dal ministero della Giustizia, spiega Giostra, “costituiscono una innovativa procedura di consultazione pubblica – da sviluppare essenzialmente attraverso il dibattito telematico – sui temi collegati alla pena e alla sua percezione sociale, cui partecipano magistrati, dirigenti penitenziari, educatori penitenziari, garanti dei detenuti, professori e ricercatori universitari, avvocati, rappresentanti del volontariato e dell’associazionismo civile, ma come tale aperta ad ogni contributo di idee e di esperienze, anche delle persone detenute o che sono state tali perché definitivamente condannate“.

“Con tutta evidenza, in nessun modo può la partecipazione a quella procedura considerarsi come un incarico di consulenza – argomenta quindi Giostra – trattandosi unicamente della promozione di un dibattito pubblico intorno ai temi del carcere, della pena e della condizione delle vittime dei reati finalizzato all’elaborazione delle proposte invece richieste dal ministro ad un apposito Comitato Scientifico, composto da eminenti personalità accademiche e della società civile”.

Per il sindacato della polizia penitenziaria Sappe, “è inaccettabile e inammissibile la decisione del ministro Orlando di nominare Adriano Sofri responsabile di istruzione e cultura negli Stati generali delle carceri“.

Secondo Gianni Tonelli, segretario generale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), “il nostro paese ha la formidabile capacità di rivalutare delinquenti, mascalzoni, ex terroristi e assassini. E ha un’altrettanta capacità di svilire la memoria delle vittime e abbandonare i loro familiari. Il ruolo assegnato ad Adriano Sofri dal ministro della giustizia, Andrea Orlando, come consulente per la riforma delle carceri, è inaccettabile”.

La scelta di Sofri, continua la riflessione di Tonelli, rilanciata dall’Ansa, “segue un filo logico alla stessa stregua degli incarichi agli ex terroristi ed ex estremisti Azzolini e Pizzo conferiti dal sindaco Pisapia a Milano o la nomina a docente universitario dell’ex devastatore di città Francesco Caruso“. Anche se Caruso, per essere precisi, ha vinto un concorso e quindi la riflessione dovrebbe essere più approfondita.

“Questi personaggi purtroppo – spiega ancora Tonelli – riempiono gli ambienti della pseudo cultura autoreferenziale italiana, migliaia di persone che hanno posti d’oro nel circuito politico, incarichi istituzionali o pubblici di prestigio, che tengono conferenze per pontificare su non si sa quali protocolli morali ed etici. Le vittime invece sono spesso dimenticate e i loro figli, anche grazie alla battaglie condotte del Sap, se va bene ottengono un posto nella pubblica amministrazione, dovendo dire addirittura grazie”. “Cosa pensano gli italiani di questo – prosegue nel suo ragionamento il segretario generale del Sap – lo hanno già detto nel 2006 quando commissionammo ad una società specializzata un sondaggio dedicato: il 97 per cento dei cittadini non vuole che gli ex terroristi siedano nelle nostre istituzioni o abbiano pubblici incarichi“.

“Fino a quando la classe politica nostrana si sentirà svincolata dal comune sentire, avendo come unico modus operandi quello dell’autoincensamento e dell’autoreferenzialità?”, si chiede Tonelli, che conclude amaramente: “è facile comprendere perché gli italiani si sentono lontani dai palazzi del potere e perché una buona metà non va più a votare“.

Al contrario, Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone, “sono inaccettabili le polemiche a proposito del ruolo che Adriano Sofri avrà all’interno degli Stati generali sulla esecuzione della pena. Il Ministero della Giustizia ha giustamente ritenuto di allargare la partecipazione anche a soggetti esterni all’amministrazione. Gli Stati generali costituiscono una occasione per discutere di temi oggetto di possibili riforme in ambito penitenziario. Sono diciotto i tavoli e Sofri si occuperà di quello relativo a istruzione, cultura e sport”.

“Sofri – aggiunge – è una personalità indiscussa della cultura italiana ed europea. Il suo contributo, anche alla luce dell’esperienza sofferta, sarà un arricchimento per tutti anche per il personale penitenziario”. Secondo Gonnella “Sofri ha scritto libri importantissimi in materia penitenziaria. È a lui che dobbiamo la prima traduzione italiana del rapporto ispettivo del Comitato europeo per la prevenzione della tortura nel 1992. Per cui bene ha fatto il Ministro Orlando a coinvolgerlo“. “In questo momento – conclude Gonnella – vi è anche in discussione la legge delega per riformare l’ordinamento penitenziario Ci auguriamo che sia intrapresa con coraggio la via della modernizzazione del sistema e di una maggior attenzione ai diritti: istruzione, lavoro, sessualità, donne, stranieri, minori”.

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Fare del lupo il pecoraio, den Bock zum Gaertner machen“, il commento caustico di Udo Gumpel, giornalista tedesco, corrispondente dall’Italia per RTL, che ricorre a un detto popolare tedesco per definire il coinvolgimento di Sofri al ministero della Giustizia “incomprensibile e evitabile“, prima di rilevare che “è già piuttosto incomprensibile che questo pregiudicato faccia l’opinionista di prima pagina de la Repubblica, ma farlo ora consulente del Ministro è davvero un colpo in faccia alla Giustizia“. “Che questo mandante di assassinio politico dia ora buoni consigli per la riforma della Giustizia è un passo falso, molto falso del governo Renzi. Ma forse il Ministro senza Laurea in Giurisprudenza vuol servirsi della lunga esperienza di Sofri nelle Aule e nelle Patrie galere. Ma di meglio non c’era proprio disponibile?”, conclude la sua riflessione il giornalista di Amburgo.

Noi rileviamo invece che la rinuncia di Adriano Sofri sia un atto dignitoso e di rispetto per le vittime del terrorismo e le loro famiglie, oggi vilipese ancora una volta da barbari incoscienti, sedicenti statisti come Andrea Orlando.

Ma sentiamo di fare nostra l’opinione di Gemma Calabresi, vedova del commissario ucciso per ordine di Sofri e Pietrostefani. “Mi sembra una scelta incomprensibile”, è stato il suo commento rilasciato all’ANSA. “Non ne sapevo nulla”, ha aggiunto, senza voler commentare oltre, pur sottolineando di non essere mai stata informata della decisione.

Ecco anche a noi ‘sembra una scelta incompresibile’ che Orlando sia ancora ministro della Giustizia, che darebbe prova di grande dignità personale se si dimettesse da un incarico per il quale mostra una stoffa non adatta. Ne prenda atto.

(Credit: Agenzie) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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