Familiari Vittime di mafia chiedono incontro con il Viceministro Bubbico

Dopo vari tentativi di incontrare il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, i familiari delle vittime della criminalità organizzata chiedono una seria interlocuzione istituzionale, per risolvere la vergognosa sperequazione tra le vittime di Serie A e quelle di Serie B, anche se esiste una categoria inascoltata: le “vittime non certificate”…

20130625-vittime-mafia_780208Stanchi ed umiliati dal comportamento del presidente della regione siciliana Rosario Crocetta, il quale da tempo si sottrae alle nostre richieste di poterlo incontrare, facciamo appello al Viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, affinché riceva una nostra delegazione per trovare soluzioni condivise alla vicenda che vede vittima di una palese ingiustizia Milly Giaccone, figlia del medico palermitano ucciso nel 1982, e poter mettere fine alle deprecabili differenze normative tra vittime di mafia, vittime del terrorismo e vittime del dovere“.

Questo il passo cruciale della nota pervenutaci dall’Associazione Nazionale Familiari Vittime di mafia, a firma del vicepresidente dell’Associazione Fervicredo, Angelo Cellura, e del portavoce portavoce del gruppo che riunisce i familiari delle vittime di mafia, Giuseppe Ciminnisi.

La richiesta d’incontro con il viceministro “nasce dalla necessità di poter conferire con soggetti istituzionali sensibili alla tematica e che abbiano un maggiore rispetto di chi ha già sofferto molto nella vita, evitando il ripetersi di appuntamenti regolarmente rinviati e mai riconfermati” affermano polemicamente i dirigenti dell’associazione.

Dopo vari appuntamenti fissati per un incontro con la delegazione delle vittime di mafia – conclude il comunicato – non abbiamo avuto più notizie da parte del presidente Crocetta. Evidentemente – affermano ironicamente i familiari delle vittime della criminalità organizzata – impegni più importanti” impediscono al presidente della Sicilia di trovare del tempo da “poterci dedicare“.

Sulla vicenda abbiamo già scritto nei giorni scorsi, riportando per intero un articolo di Gian Joseph Morici, editore e direttore di “La Valle dei Templi“.

Francamente non comprendiamo perché i familiari delle vittime della mafia cerchino l’interlocuzione con il presidente Crocetta, che non ha alcun potere per promettere alcunché in materia di modifica di norme legislative, che risultato in evidente contrarietà con il buon senso, prima ancora che giuridicamente discutibili.

Esistono tuttavia “vittime di mafia non certificate”: sono quelle migliaia di imprenditori e di cittadini che subiscono – con vari gradi di intensità – l’attacco delle mafie operanti sul territorio, non sempre (e non solo) affiliate alle consorterie visibilmente criminali.

Sono vittime-non-vittime, alle quali serve solo una certificazione, spesso attesa solo sotto forma di cadavere di qualche familiare, per poter avere la wild card che dà diritto a essere presi in considerazione dal cosiddetto Stato democratico. Come è evidente, non parliamo per sentito dire e lunga sarebbe la lista degli aneddoti vissuti negli ultimi 25 anni…

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johnhorsemoon

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